Spin Time, Colucci: “Non solo occupazione: 400 famiglie e servizi. A 15 minuti c’è CasaPound e nessuno interviene”
- Radicali Roma
- 4 ago
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Radicali Roma segue con preoccupazione la situazione delle 400 famiglie che nella notte tra mercoledì e giovedì sono state sgomberate dallo Spazio Spin Time Labs, nel quartiere Esquilino, a seguito di un incendio. L’edificio si trova ora sotto sequestro ma intanto queste 400 famiglie, dove complessivamente si contano 90 minori, hanno passato un weekend da bollino rosso nelle tendopoli allestite lungo via Santa Croce o in alloggi di fortuna, sotto oltre 30 gradi di temperatura e nonostante il Comune abbia fatto il possibile per garantire acqua, pasti e docce agli sfollati si sono segnalati casi di malori, sincopi, disidratazioni e colpi di calore che hanno reso necessario l’intervento delle ambulanze.
“Sappiamo che si tratta di un edificio occupato, in condizioni di fatiscenti e dove si trova l’amianto che è cancerogeno e altamente nocivo per la salute. Le occupazioni non possono essere un modello e sicuramente la regolarizzazione è la soluzione migliore, ma non possiamo dimenticare cos’è Spin Time Lab: uno spazio che ogni giorno offre servizi importanti alla città e cerca di rispondere a bisogni concreti della cittadinanza, come il diritto all’abitare e ad avere un riparo. Tutto questo non può essere cancellato con uno sgombero”, spiega Domenico Colucci segretario di Radicali Roma.
“Bene che il Comune si stia attivando per regolarizzare Spin Time Lab e restituire ai cittadini uno spazio di innegabile utilità pubblica. Sicuramente questa amministrazione ha già dato prova di capacità in questo senso, come testimonia la riconversione degli ex magazzini militari di via Porto Fluviale (zona Ostiense) iniziata nel 2024 e che anche grazie ai fondi del PNRR darà vita ad alloggi popolari e a una grande piazza di quartiere”.
Continua poi: “Il Governo sgombera uno spazio che dava alloggio a 400 famiglie alle quali non riesce a dare una risposta e propone un finto piano-casa (è difficile chiamarlo così rimanendo seri) che non incontranemmeno per sbaglio il reale fabbisogno abitativo segnalato dai dati, ma non prova minimamente a concepire un piano di edilizia popolare pubblica. Occorre costruire nuove immobili di qualità con i soldi dello Stato e non coinvolgendo attori privati, sperando che facciano i buoni Samaritani della situazione”.
Prosegue: “Il ministro Piantedosi e il Governo tutto gridano alla legalità a ogni piè sospinto e in preda a un fervore ideologico per i quali hanno chiuso spazi sì occupati ma che svolgevano una funzione di utilità sociale inestimabile: non mi riferisco solo al caso di Spin Time Lab a Roma ma anche a quello del Leoncavallo a Milano, quelli che veramente lottavano contro la diffusione dell’eroina mentre i neofascisti la ‘piazzavano’. Per questi spazi sarebbe bastata la regolarizzazione e avremmo potuto mantenere dei presidi sociali preziosi”.
Conclude: “Allo stesso tempo, però, il Governo sembra quasi dimenticarsi che a un quarto d’ora a piedi da Spin Time Lab si trova un edificio pubblico, un tempo appartenente all’INPS, che dal 2003 è occupato da CasaPound. Le regole non possono essere invocate solo quando fa comodo. Tra uno spazio che negli anni ha cercato di rispondere, seppur nell’illegalità al diritto all’abitare, e i fascisti del terzo millennio (così i militanti di CasaPound si sono sempre definiti con estrema spontaneità) Radicali Roma sa da che parte stare, ma a ben vedere lo sanno anche il Governo e il Ministro Piantedosi”.



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