Al Valle di Roma “La badante”: una serata di grande Teatro per una stupenda Ludovica Modugno.
- Radicali Roma

- 2 apr 2009
- Tempo di lettura: 3 min
Al Valle di Roma “La badante”: una serata di grande Teatro per una stupenda Ludovica Modugno.
di Lucio De Angelis
Cesare Lievi, professore di Regia presso il Dipartimento di Storia dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo all’Università degli Studi di Milano, ha scritto e diretto una trilogia (“Fotografia di una stanza”, “Il mio amico Baggio” e ora “La badante”), dove la nostra quotidianità si intreccia con quella degli extracomunitari.
L’ultimo testo ripropone i luoghi comuni sugli stranieri e ne evidenzia le misere incongruenze con la nostra società che, soffocata dal proprio benessere, getta una luce sinistra sull’impoverimento affettivo d’un mondo dominato dall’ansia del possesso e dall’individualismo esasperato.
Ne scaturisce una riflessione sui cambiamenti indotti nella società italiana dalla presenza dei nuovi immigrati, stranieri per lingua e cultura che fanno esplodere contraddizioni sociali intaccando le abitudini quotidiane consolidate.
Lo spettacolo é in scena al Valle di Roma fino al 9 aprile.
Per quest’interpretazione Ludovica Modugno ha ricevuto il Premio della Critica teatrale 2008 come miglior attrice. Cesare Lievi, autore e regista del testo è stato, invece, inserito tra i finalisti del premio ETI – Gli Olimpici del Teatro 2008 come migliore autore di novità italiana.
L’attrice impersona Giuseppina Turra, la protagonista della commedia, ed è bravissima a far vivere questa vecchia signora dal carattere forte, con un fondo di astio verso i figli che non le hanno dato nipoti, l’uno industriale che ama solo il danaro e l’altro che fa la bella vita.
Il pubblico, che l’ha sempre apprezzata sin dal suo esordio nel doppiaggio col celebre film “Marcellino, pane e vino”, sottolinea la sua eccellente performance con ripetuti applausi a scena aperta che confluiscono in una ‘standing ovation’ finale.
Capace di vibrare d’ironia e di rabbia, di testardaggine e di generosità, Giuseppina è affidata alle cure di una badante ucraina dai figli, troppo impegnati per poterle dare assistenza. La donna dapprima rifiuta questa presenza estranea in casa sua, per poi rendersi conto che e’ proprio la badante, vivace e disinteressata, sinceramente in ascolto delle sue confidenze e dei suoi ricordi, a tenerla legata alla vita.
Cosi’, in un gesto di riconoscenza verso di lei e di cinica vendetta verso l’inettitudine e l’indifferenza dei figli, la signora sceglie di nominarla sua unica erede e le lascia alla fine il suo denaro, facendolo sparire con un’impensabile maestria finanziaria e godendo, con quella lucidità che le resta, dello sconcerto dei figli che si chiederanno il come e il quando senza capire.Una figura, questa di Giuseppina, che diventa specchio della nostra società, un corpo vecchio che ha bisogno di innesti vitali, non contaminati da quella totalizzante corsa al benessere che l’ha resa sterile e incapace di guardare al futuro.
La vecchia signora mostra anche un altro nostro volto nel ricordo dell’odiato padre fascista, ucciso forse dai partigiani, quello di un’Italia incapace di guardare criticamente al suo passato che sopito, ricompare sempre come un ricordo sgradevole.
Bravi anche gli altri interpreti della pièce Leonardo De Colle, Emanuele Carucci Viterbi, i figli e Paola Di Meglio la nuora.
In scena, quindi, un testo che parla di oggi, di noi, del nostro sguardo sulla vita. Una commedia che ha il merito di mettere in primo piano un tema di cui tanto si discute nella nostra società quasi del tutto priva del senso di umana solidarietà: la malattia, la vecchiaia e la sua solitudine. Condizione nella quale si trovano a vivere in molti, bisognosi di aiuto o di un affetto che i figli, quando ci sono, non possono o non si sentono di garantire.
In una stanza chiusa, un piccolo mondo con un’ampia finestra che si spalanca di tanto in tanto sul paesaggio lacustre e dove una porta si apre sul buio abisso di un passato che ritorna, costellato di nemici e di morti, Cesare Lievi ha messo in scena con profondità e umanità rare questo testo ironico e avvincente che si snoda fra simbolismo e realismo offrendo un ruolo formidabile all’eccezionale protagonista, che ha saputo cogliere in pieno il personaggio allo stesso tempo ambiguo e testardo, infelice e vendicativo della vecchia signora.
Roma, Teatro Valledal 31 marzo al 9 aprile 2009
CTB Teatro Stabile di Brescia
LUDOVICA MODUGNO
LA BADANTE
testo e regia Cesare Lievi con Emanuele Carucci Viterbi, Leonardo De Colle, Paola Di Meglio, Giuseppina Turra scene Josef Frommwiesercostumi Marina Luxardo luci Gigi Saccomandi


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