ANCORA UN RINVIO PER L’ANAGRAFE PUBBLICA DEGLI ELETTI. FINO A QUANDO DURERA’ IL BALLETTO DELLO SCARICABARILE
- Radicali Roma

- 14 mag 2009
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DICHIARAZIONE DI DEMETRIO BACARO SEGRETARIO DI RADICALI ROMA: “ANCORA UN RINVIO PER L’ANAGRAFE PUBBLICA DEGLI ELETTI. FINO A QUANDO DURERA’ IL BALLETTO DELLO SCARICABARILE?”
“Oggi il Consiglio Comunale di Roma ha deciso l’ennesimo rinvio della discussione sulla nostra delibera ad iniziativa popolare sull’Anagrafe Pubblica degli Eletti, posticipandola a lunedì. I termini statutari sono scaduti il24 aprile, gli accordi del 30 aprile prevedevano entro lunedì la discussione in Aula, mentre oggi di nuovo, in un Consiglio semideserto di consiglieri per l’assenza del gruppo del PD (che verosimilmente ha questioni più importanti che svolgere il proprio compito istituzionale, per esempio chiarirsi sulle nomine nelle società partecipate del Comune), si è deciso di spostare a lunedì prossimo la discussione del provvedimento. Possibile che non si avverta fortissima l’esigenza di trasparenza? Come dare fiducia ad una maggioranza che rinnega un desiderio del suo stesso Sindaco, o ad un’opposizione che non riesce a farsi carico delle istanze dei cittadini? Non è forse scandaloso che l’illegalità, così ben documentataa livello nazionale nel testo “La Peste Italiana” preparato da Radicali Italiani, stia permeando da tempo anche le istituzioni locali? Noi di Radicali Roma ci saremo ovviamente ancora lunedì in Aula, aspettando che vengano finalmente palesati i veri motivi, politici e di consociativismo, per i quali, con rinvii estenuanti, si tenta di negare l’approvazione di una norma richiesta a gran voce dai 7000 firmatari. Ma da subito annunciamo che non saremo disposti ad accettare altre posposizioni, senza ricorrere ai nostri abituali sistemi di lotta non violenta; vogliamo che la proposta sia discussa e auspichiamo che venga anche approvata all’unanimità, così come deve accadere per norme di utilità generale. Intanto continuiamo nella nostra raccolta firme sui referendum regionali, con il fermo proposito di smascherare la finta contrapposizione delle forze politiche locali, in realtà convergenti nel considerare la cosa pubblica come ambito privato, determinando un grave immobilismo nel progredire dei diritti e della legalità, a Roma come nel Lazio ”


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