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Comune di Roma, Iervolino: “Abbiamo consegnato le sette interrogazioni di iniziativa popolare in materia di bilancio, costi della non democrazia e trasparenza”

  • Immagine del redattore: Radicali Roma
    Radicali Roma
  • 21 nov 2008
  • Tempo di lettura: 3 min

Abbiamo convocato questa conferenza stampa per annunciare il deposito, con allegate le firme necessarie, di sette interrogazioni di iniziativa popolare in materia di bilancio, costi della non democrazia e trasparenza. Prima di consegnare questi testi s’è preferito temporeggiare per leggere la bozza del documento di programmazione finanziaria del Comune di Roma che, ricordiamo, andrà in discussione tra breve in Aula Giulio Cesare. Voglio ricordare che da Statuto (articolo 8 comma 5) il Sindaco Alemanno dovrà rispondere entro, e non oltre, sessanta giorni, e lo dovrà fare per iscritto inviando copia a noi e a tutti i consiglieri comunali.

Questo Dpf non è il seguito del rendiconto 2007, visto che il decreto legge del Governo del 25 Luglio 2008 numero 112 all’articolo 8 comma 7 proroga di sei mesi l’approvazione di questo importante atto amministrativo; ciò comporta, per noi e per i cittadini, la completa mancanza di informazioni su quanto si discosta l’accertamento rispetto alle previsioni di bilancio per l’anno 2007. Sul Dpf possiamo leggere che per il 2009 i cittadini romani pagheranno: circa 620 milioni di euro di interessi sul debito comunale, 1.980 milioni di euro per i beni e per i servizi e 1.250 milioni di euro per le risorse umane, per un totale di 3 miliardi e 850 milioni di euro. Il documento non offre nessuna possibilità di confrontare questi dati con quelli degli anni precedenti. Inoltre, non c’è nessuna tabella dove poter conoscere l’ammontare della spesa per gli investimenti, non si comprende come verrà coperta tale spesa non quantificata ed è molto lacunoso anche il capitolo riguardante le entrate correnti. E’ ovvio che senza questi dati è impossibile per un cittadino sapere a quanto ammonterà per il 2009 il margine operativo netto (entrate correnti meno spese correnti senza gli interessi), ricordo che questo indicatore è fondamentale poiché più è alto e meno si deve ricorrere ad emissione di nuovo debito. Proprio per questo motivo attraverso la nostra prima interrogazione chiediamo al Sindaco come, qualora ci fosse la volontà politica, si intenda aumentare in maniera consistente il margine operativo netto. Se si intende agire solo tramite l’aumento delle entrate correnti (revisione degli estimi catastali, alienazioni e gli oneri di urbanizzazione e concessione) o  invece puntando ad una forte diminuzione della spesa corrente (la vendita delle società partecipate va bene, ma quante, quali e quando?).

Due interrogazioni popolari riguardano le mancate entrate correnti. Chiediamo ad Alemanno

-a quanto ammonti il mancato introito annuale per il Comune di Roma dovuto al privilegio dell’esenzione ICI concesso agli enti ecclesiastici per lo svolgimento di attività di natura non esclusivamente commerciale e come  pensa di reperire le risorse sottratte al bilancio per compensare l’ammanco, al fine di garantire i servizi che l’amministrazione capitolina deve fornire ai suoi cittadini; -se immobili in proprietà, diretta o indiretta, del comune di Roma siano stati assegnati in locazione o comodato d’uso, oneroso o gratuito, a partiti politici, sindacati od associazioni ad essi collegati e quali siano nel dettaglio. Nell’eventualità in cui tali assegnazioni siano a titolo oneroso, quale sia il canone corrisposto all’amministrazione cittadina per ogni singolo stabile.

Una interrogazione popolare riguarda la spesa corrente. Chiediamo ad Alemanno di conoscere:

–  i nomi delle aziende che fanno richiesta di rimborso

– i nomi dei consiglieri comunali che lavorano con tali aziende

– a quanto ammonta la spesa annua del comune di Roma per pagare i rimborsi.

– a quanto ammonta la richiesta di rimborso annuale di ogni singola azienda.

Ed infine tre interrogazioni sulla trasparenza. Chiediamo ad Alemanno:

– perché l’albo dei professionisti e consulenti, disponibile sul sito del Comune di Roma, è relegato a pagine interne difficili da trovare, invece di essere in posizione di massima visibilità (Home page).

– perché la tabella, riguardante gli emolumenti dei presidenti ed i consiglieri di amministrazione, da diversi mesi è scomparsa dalla home page del sito del Comune di Roma.

in che modol’amministrazione comunale si sia adeguata al rispetto del comma 734 della Legge finanziaria 2007 e quali siano gli eventuali impegni futuri, nel rispetto della trasparenza e del libero accesso agli atti, finalizzati a rendere pubblico – attraverso il sito del Comune di Roma, per ogni attuale presidente o consigliere di amministrazione, di società o azienda riconducibile al Comune – il risultato annuale, dal 2001 ad oggi, di esercizio “reale” e di quello “atteso” (emergente dagli atti di pianificazione dell’attività gestionale) delle società a parziale o totale capitale pubblico in cui lo stesso ha ricoperto ruoli identici o simili a quelli di questo momento.”

Per consultare il testi competi delle interrogazioni popolari: http://www.radicaliroma.com/news/4064

www.radicaliroma.com

 
 
 

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