Periferie, Colucci (Radicali Roma): “La sicurezza si costruisce partendo dallo Stato che deve garantire servizi e dignità”
- Radicali Roma
- 27 apr
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Ha parlato della sicurezza nelle periferie della Capitale, il Segretario di Radicali Roma Domenico Colucci, ospite nella serata di venerdì 24 aprile alla trasmissione La voce di Roma, in onda su Radio Roma. “La città di notte ha poco più di 100 pattuglie complessive su quasi 3 milioni di abitanti. Questo è il punto di partenza reale sulla sicurezza e dobbiamo dirlo chiaramente: l’ordine pubblico, ancor prima di essere responsabilità del Comune, è responsabilità dello Stato, del Ministero dell’Interno guidato da Matteo Piantedosi. Se parliamo di criminalità e lì che dobbiamo cercare le principali responsabilità”.
Colucci ha tuttavia sottolineato come un approccio sec
uritario da solo non basti. “Pensare di risolvere tutto con qualche pattuglia in più è un’illusione. Nessuna città si salva solo con le volanti. La sicurezza non nasce quando insegui il reato, ma quando eviti che il reato nasca e questo è quello che accade nei quartieri. Nelle periferie di Roma, invece, l’illuminazione è inadeguata e inoltre mancano servizi sanitari reali e spazi culturali, gli edifici popolari poi sono abbandonati al degrado e all’incuria. Questo degrado e questa incuria non sono casuali, sono frutto di marginalità prodotta e la marginalità produce insicurezza”. Ha continuato poi: “La criminalità non è il punto di partenza, è il punto di arrivo a cui si giunge quando si accumulano povertà, isolamento e assenza dello Stato. Quando lo Stato torna, i quartieri cambiano: lo abbiamo visto a Corviale. Non è una teoria, semplicemente funziona”.
Si è poi soffermato sui servizi sociali essenziali. “Più scuola significa meno criminalità. Più lavoro significa meno illegalità. Più sanità significa meno marginalità. Carceri che rieducano significano meno recidiva. Le dipendenze si curano, non si abbandonano”.
Ha concluso: “Quando qualcuno dice ‘c’è la Polizia locale’, io rispondo: la Polizia locale non sostituisce la Polizia di Stato. Non fa ordine pubblico, non fa indagini. La sicurezza è responsabilità dello Stato. Chi governa la sicurezza nazionale deve assumersi la responsabilità dei risultati. Non puoi parlare di sicurezza e poi lasciare una città come Roma con una presenza operativa limitata e non puoi scaricare tutto sulle periferie dopo averle lasciate senza Stato. La verità è semplice: la sicurezza non si scarica, si costruisce e si costruisce partendo dallo Stato che deve dare servizi e dignità dove oggi non ci sono altrimenti continueremo a produrre insicurezza e a inseguirla con le sirene”.



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