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Termovalorizzatore, Colucci (Radicali Roma): “Roma oggi non ha meno inquinamento, lo sta lasciando al caos e all’abusivismo”

  • Immagine del redattore: Radicali Roma
    Radicali Roma
  • 19 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

“Roma oggi non ha meno inquinamento: ha meno controllo sull’inquinamento”, questo il commento delSegretario di Radicali Roma Domenico Colucci, ospite nella serata di venerdì 24 aprile alla trasmissione La voce di Roma in onda su Radio Roma, parlando della questione termovalorizzatore. “La Capitale oggi produce circa 1,6-1,7 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno, è una delle città europee con la più alta produzione complessiva ma non ha un sistema adeguato a trattarli”.

Colucci ha poi proseguito, evidenziando che: “Roma oggi non ha abbastanza impianti per trattare i propri rifiuti, ciò significa che deve spedirne una parte consistente fuori regione o all’estero, pagando così costi molto più alti ed esponendosi a crisi cicliche”. 

Ha continuato mostrando le differenze d’impatto ambientale tra la soluzione della discarica e quella del termovalorizzatore: “Secondo studi tecnici italiani basati su IPCC/EPA, una tonnellata di rifiuti in discarica produce circa 0,87 kg di CO₂ equivalente per kg, contro 0,29 dell’incenerimento. Portando il dato su Roma, ciò significa che con la discarica si hanno circa 522.000 tonnellate CO₂ all’anno, mentre con il termovalorizzatore queste si riducono a circa 174.000. Stiamo parlando di circa tre volte meno. Senza contare che la discarica, inoltre, include il metano che sappiamo essere fino a 30 volte più dannoso della CO₂, mentre il termovalorizzatore il metano lo elimina. Occorre poi specificare che, certamente, il termovalorizzatore emette ma con filtri e controlli continui, oggi invece la situazione è nel caos con roghi abusivi, rifiuti in strada e camion che girano per l’Italia”.

Dunque, si è concentrato sulla questione riguardante i costi: “Il costo dell’inceneritore è di circa 600-700 milioni, ma teniamo conto che oggi Roma spende circa 170 milioni all’anno per spedire da altre parte i rifiuti che da sola non riesce a smaltire. Realizzando il termovalorizzatore, chiaramente, non dobbiamo aspettarci che le bollette crollino di punto in bianco, nel breve periodo smetteranno di salire e inizieranno a decrescere nel medio-lungo. Ma intanto che nella Capitale si discute, Milano e Brescia hanno impianti per l’incenerimento dei rifiuti e i loro costi sono nettamente inferiori ai nostri”. 

Ha proseguito riflettendo sulle paure delle cittadine e dei cittadini di fronte a questa soluzione: “Posso comprendere la loro preoccupazione, del resto chi vorrebbe un impianto vicino casa, ma ora questo già accade, con gli incendi abusivi. Parliamo quindi di un problema che già esiste e attualmente è fuori controllo. Il termovalorizzatore, inoltre, produce energia utilizzabile per ridurre la dipendenza dal fossile e può scaldare le nostre case durante l’inverno perché alimenterebbe i termosifoni”.

Ha poi concluso: “Il punto non è oggi se il termovalorizzatore inquina, la risposta è abbastanza scontata. Il punto vero è: quanto inquina rispetto alle alternative? Quel che è certo è che Roma sta scegliendo la situazione più costosa e inquinante: il caos. Quando si parla di questa tematica non serve essere ideologici, occorre partire dalla realtà e dai dati”.

 
 
 

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