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PETIZIONE POPOLARE MAI PIU' BAMBINI IN CARCERE

  • Immagine del redattore: Radicali Roma
    Radicali Roma
  • 19 dic 2008
  • Tempo di lettura: 2 min

Associazione Il Detenuto Ignoto e Radicali Roma

PETIZIONE POPOLAREMAI PIU’ BAMBINI IN CARCERE Al: Sen.Renato Schifani; On. Gianfranco Fini; Cav. Silvio Berlusconi; On. Angelino Alfano; On. Mara Carfagna; On. Alessandra Mussolini; Sen. Filippo Berselli; On. Giulia Bongiorno; ; ______________________ I sottoscritti cittadini, firmatari della presente petizione CONSIDERATO CHE: In Italia esistono alcune decine di bambini costretti a vivere i primi anni della propria vita in carcere. Sono bambini da zero a tre anni, costretti dalla nascita, senza aver commesso reati, ad avere un legame nella propria vita con i penitenziari. Bambini di fatto reclusi, obbligati a vivere in ambienti malsani per la psiche e la salute, tra mura, divieti, tristezza, guardie armate e sbarre alle finestre. L’unica loro colpa è avere una madre che ha commesso un reato. Il Parlamento italiano nel 2001 ha approvato una legge con la speranza di porre fine a questa situazione, la LEGGE 8 marzo 2001 n. 40, intitolata “MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE A TUTELA DEL RAPPORTO TRA DETENUTE E FIGLI MINORI”. Cosi non è stato. Molte mamme detenute sono escluse dai provvedimenti della legge Finocchiaro del 2001, testo che prevede la detenzione domiciliare per le madri di prole fino ai dieci anni d’età. E’ così che ancora oggi in carcere vivono circa 70 bambini, dieci anni fa ce n’erano 31. Nel 2001, anno in cui è entrata in vigore la legge, erano 63. L’esecuzione della condanna, la certezza della pena, non possono prevalere rispetto alla tutela dei diritti inalienabili della persona, soprattutto quando si tratta dei diritti di bambini innocenti. Lo Stato italiano ha il compito di mettere fine a questa ingiustizia. CHIEDONO: Che il Governo e il Parlamento italiani si attivino per dare seguito alla legiferazione in materia, conferendo doverosa priorità alla calendarizzazione della discussione e della votazione delle proposte e dei disegni di legge depositati nei due rami del Parlamento, come il Disegno di legge A. S. 1129 della Sen. Donatella Poretti, e la Proposta di legge C. 1814 dell’On. Rita Bernardini, che prevedono la creazione di CASE FAMIGLIA PROTETTE, dove le madri di prole fino ai dieci anni d’età possano, in mancanza di un altro luogo dove scontare la pena, stare con i loro figli. Strutture al di fuori degli istituti di pena, rette e assistite da personale esperto in pedagogia e psicologia dell’infanzia, dove la sicurezza è garantita dalle prefetture, in coordinamento con le magistrature di sorveglianza. Chiediamo che vengano rispettati i diritti costituzionali e che la pena oltre alla funzione coercitiva abbia come reale obiettivo la rieducazione e il reinserimento del condannato, anche tramite la opportuna valorizzazione delle esperienze di maternità. Chiediamo che il Governo e il Parlamento italiani si impegnino per l’istituzione di una Carta dei diritti dei minori figli di genitori privati della libertà personale, sia per quelli che tuttora vivono in carcere per colpe della madre, sia per tutti i figli di persone detenute, recluse, internate che si recano nei penitenziari per le visite.

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