Regione Lazio, Massari e Iervolino:
- Radicali Roma

- 1 ago 2009
- Tempo di lettura: 2 min
Regione Lazio, Massari e Iervolino: “I radicali hanno anticipato problema e soluzione con la campagna referendaria laziale in corso”
Dichiarazione di Alessandro Massari e di Massimiliano Iervolino entrambi membri della Direzione di Radicali Italiani e del “Comitato referendario di liberazione” Ernesto Nathan:
“Ieri, nella regione Lazio, si è svolta l’ennesima puntata della saga partitocratica. Oggetto del contendere è, questa volta, la riforma della legge elettorale. Le lamentele nascono dal fatto che non si sarebbe trovato un accordo in grado di soddisfare tutti i partiti, sia di centrodestra come di centrosinistra. L’auspicio dei due schieramenti è di arrivare in Consiglio a votare unitariamente una proposta di legge che, tra le altre cose, garantisca un tetto di spesa che limiti quelle elettorali che i candidati affrontano ad ogni competizione con evidenti risvolti etici. Ebbene, la riforma bipartisan si ottiene aderendo al referendum abrogativo promosso dal “Comitato referendario di liberazione –Ernesto Nathan- che con l’associazione Radicali Roma ha promosso questo referendum (ed altri sette) proprio per ridurre le enorme spese elettorali. Riforma ben più che bipartisan, perché il referendum sarebbe votato da tutti i cittadini laziali, non solo dalla settantina di Consiglieri più o meno ispirati da principi etici. Il consiglio regionale ha peggiorato il Tatarellum con la legge regionale 13 gennaio 2005, n. 2, aumentando di un terzo le “enormi spese elettorali”, senza aver posto alcuna “questione etica”, aumento che noi vogliamo abrogare con il referendum in corso. Una firma può rendere migliore la nostra regione e liberare risorse necessarie per altre e più gravi urgenze, soprattutto per la nostra disastrata sanità ed al nostro stremato ambiente. Per concludere una considerazione di prospettiva: l’abbattimento delle spese elettorali si ottiene adottando un sistema elettorale uninominale maggioritario, l’unico che oltre ad essere in grado di assicurare maggioranze stabili, opposizioni motivate ed a generare un legame reale e solido tra cittadino ed eletto, può garantire una diminuzione radicale dei costi della candidatura, perché la campagna elettorale sarebbe molto meno costosa, svolgendosi su un bacino elettorale ben inferiore a quello attualmente vigente.”


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