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Stipendi, affitti, proprietà on line tutti i redditi dei Radicali

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    Radicali Roma
  • 3 apr 2009
  • Tempo di lettura: 2 min

Stipendi, affitti, proprietà on line tutti i redditi dei Radicali • da La Repubblica del 3 aprile 2009, pag. 17

di Concetto Vecchio

E se lo sapessimo di tutti i parlamentari, quanto guadagnano, quanto spendono, quante case hanno, se ricoprono cariche in consigli d´amministrazione e quindi sono portatori di ipotetici conflitti d´interessi? Lo propone il disegno di legge sulla pubblicità della situazione reddituale e patrimoniale, ma dal giorno della sua presentazione, il 17 dicembre scorso – hanno denunciato ieri i primi firmatari Ichino-Bonino – non è stato nemmeno incardinato. «È violazione della privacy», hanno eccepito alcuni colleghi di Ichino. Ma simili registri sono pubblici in molti paesi europei: in Gran Bretagna dal 1974, in Spagna dal 1985, in Francia dal 1988, in Germania dal 2005. E da quando c´è internet basta un clic. «In parlamento – sostiene il giuslavorista – molti avvocati antepongono la propria attività forense a quella di parlamentare. Non è vietato, ma è giusto che i cittadini lo sappiano». Ora, di una legge non ci sarebbe neanche bisogno, perché una norma dell´82 prevede già la pubblicità delle ricchezze, basterebbe estenderla su internet. Viene edito anche un bollettino al Senato, «ma è praticamente irreperibile». «Non abbiamo trovato nessuno che ci dicesse che l´idea è pessima, ma pochissimi si sono impegnati a realizzarla», spiega la Bonino. L´ambizione dei Radicali è titanica: compilare un´anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati in tutti gli 8101 Comuni, le 107 province e le 20 Regioni. Un gigantesco portale dove trovare stipendi, rimborsi, gettoni di presenza, dichiarazione dei redditi e dei finanziamenti ricevuti, registro delle spese, comprensive quello per lo staff. Sette mesi dopo l´avvio della campagna appena cinque Comuni (Torre Orsaia, Tocco da Casauria, Ceprano, Prato, Torchiarolo), quattro Province (Aquila, Chieti, Frosinone e Pescara), e una Regione, l´Abruzzo, prima che passasse al centrodestra, hanno aderito all´appello. A Roma raccolte 6722 firme (tra cui quella del sindaco Alemanno) per spingere la delibera in consiglio comunale. Discussione in aula entro il 24 aprile. Anche a Torino, grazie a 1900 firme di cittadini, se ne parlerà presto. Chiamparino s´è detto favorevole.

 
 
 

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