MASSARI E IERVOLINO: LA PROPOSTA D'UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE REGIONALE E’ INCOSTITUZIONALE
- Radicali Roma

- 25 set 2009
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MASSARI E IERVOLINO: LA PROPOSTA D'UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE REGIONALE E’INCOSTITUZIONALELa partitocrazia non unisca cio’ che la Costituzione (e la Cortecostituzionale) hanno divisodi Alessandro Massari e Massimiliano Iervolino, della Direzione Nazionaledi Radicali ItalianiLa proposta di legge dell’on. Calderisi per la modifica della leggeelettorale regionale è sicuramente inutile, oltre che dannosa, perchétende a sottrarre alle Regioni le nuove competenze costituzionali ad esseattribuite in materia elettorale. E’ incostituzionale!Dal 1999 la Costituzione ha disposto una competenza elettorale regionaleripartita tra Stato e Regioni. Lo Stato detta la normativa di riferimentofissandone i pincipî, le Regioni dettano la normativa di dettaglio nelrispetto degli stessi. Dal 2004 una apposita legge statale ha stabilitoquale sia il principio fondamentale che le Regioni devono rispettare inmateria elettorale: l’<<individuazione di un sistema elettorale cheagevoli la formazione di stabili maggioranze nel Consiglio regionale eassicuri la rappresentanza delle minoranze>>.Non si può fingere che l’introduzione d’uno sbarramento del 4% nella leggequadro nazionale possa essere considerato un principio perché è, di tuttaevidenza, una specifica normativa di dettaglio, oltreché potenzialmente incontrasto con l’assicurazione della rappresentanza DELLE opposizioni. E’incostituzionale!La stessa Corte costituzionale, in seguito alla citata riformacostituzionale del 1999, ha dichiarato che le leggi statali in materiaconservano la loro efficacia, in forza del principio di continuità (ad es.con la sentenza n. 376 del 2002 e l’ordinanza n. 383 del 2002), fino aquando non vengano sostituite dalle leggi regionali: ma la potestàlegislativa in tema di elezione dei Consigli regionali spetta ormai alleRegioni. Anche la giurisprudenza della corte è chiara: è incostituzionale!Ma quale sarebbe il motivo di questa “invasione di campo”? Lo si leggenella relazione introduttiva della proposta di legge stessa: << renderecoerente la legislazione elettorale regionale con quella per l’elezionedel Parlamento nazionale e per l’elezione dei membri del Parlamentoeuropeo spettanti all’Italia >>. Lodevole. Ma l’on. Calderisi si è accortoche è caduto in contraddizione? Infatti, la pdl disciplina anche leelezioni comunali e provinciali, senza menzionarle, mantenendo il doppioturno. Dove sarebbe allora la presunta coerenza di tutte le leggielettorali?L’unica coerenza è quella che vede impegnata la partitocrazia tuttanell’allontanare gli elettori dalle istituzioni. Tutte le istituzioni. Simormora di federalismo e poi si ostacola anche il ben più tenueregionalismo? Dobbiamo “tornare alla Costituzione”. Che si lasci alleRegioni il compito di darsi in autonomia la legge elettorale.Da radicali proponiamo si adotti, nei singoli Consigli regionali, unsistema uninominale maggioritario con parte dei seggi attribuiti aimigliori secondi. Solo per questa via si può assicurare,contemporaneamente, la governabilità, la rappresentanza delle minoranze,un rapporto diretto tra cittadino ed eletto, condizioni che sono alla basedi ogni democrazia.L’Italia si muove in senso opposto perché vige solamente il surrogatodella democrazia: la partitocrazia, che tecnicamente è il regime politicoin cui il “potere effettivo” ha i suoi centri nei partiti e non negliorgani previsti dalla Costituzione.Anche ciò è incostituzionale! O meglio, è l’origine di tutte le altreviolazioni costituzionali


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