Radicali nel CIE di Ponte Galea
- Radicali Roma

- 9 set 2009
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CIE I Radicali: «A Ponte Galea manca personale della Croce rossa»Il Manifesto pag 6«Abbiamo riscontrato un solo caso di maltrattamenti, nei confronti di uncittadino tunisino, Toujani l-lanihem di 25 anni. Per il resto iprincipali problemi riscontrati riguardano la carenza di personale el'allungamento dei tempi di reclusione». Lo dichiarano ElisabettaZamparutti, deputata radicale e Massimiliano lervolino, responsabile per idiritti umani della Provincia di Roma che ieri mattina hanno visitato ilCentro di identificazione e espulsione di Roma, Ponte Galeria.Toujani Anihem, l'uomo che ha raccontato di essere stato maltrattato,sarebbe stato picchiato dalla polizia dopo aver cercato di arrampicarsisulle inferriate. Nel Cie sono attualmente presenti 272 personetrattenute, 128 donne e 144. «L'aspetto critico - proseguono - è quellorelativo all'organico degli operatori della Croce Rossa. Il Cie,nonostante il nuovo direttore abbia un atteggiamento molto comprensivo neiconfronti delle persone trattenute, vive una situazione di sofferenzapropria di una struttura nata per far fronte a restrizioni della libertàpersonale di 2 mesi e che ora si è prolungata a 6 mesi. Un prolungamentoche rappresenta per molti dei trattenuti una véra e propria tortura»Il dossier Gli ispettori al Cie: detenute 272 personeSopralluogo a Ponte Galeria troppi reclusi, pochi operatoriDnews Roma pag.11Operatori della Croce rossa insufficienti, sovraffollamento e difficilicondizioni di vivibilità a causa della compresenza di persone cheprovengono dal carcere con richiedenti asilo e persone che non vantanooalcun precedente penale.E il bilancio della visita ispettiva al Cie di Ponte Galeria di ElisabettaZamparutti, deputata radicale e Massimiliano Iervolino, responsabile per Idiritti umani della Provincia. «Abbiamo verificato la presenza di 272persone trattenute – dichiarano in una nota -l28donne e 144uomini, su unacapienza di 364 posti di cui 306 effettivi per via della chiusura dialcuni settori».Condizioni di sovraffollamento,ma anche operatoriinsufficienti: «In tutto solo 45, un numero che consente una copertura di15 persone nei turni diurni e 6 in quelli notturni. Ne servirebbero almenodieci in più ». «Il Cie - concludono -vive una situazione -dì sofferenzapropria di una struttura nata per farfronte a restrizione della libertàpersonale di 2 mesi che ora si è prolungata a 6mesi>.Cie di Ponte Galeria, la denuncia dei radicali: "Un carcere a cielo aperto"Una delegazione del partito Radicale ha visitato in mattinata la strutturaraccogliendo la denuncia di maltrattamenti subiti da un 25enne tunisino daparte della Polizia. Iervolino, responsabile per i diritti umani dellaProvincia di Roma: “Situazione ad alta tensione”di Matteo Scarlino - 08/09/2009“Un carcere a cielo aperto”. E' questa la definizione che MassilianoIervolino, responsabile per i diritti umani della Provincia di Roma dà delCentro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria che oggi è statovisitato da un delegazione composta da Elisabetta Zamparutti, deputataradicale, e dallo stesso Iervolino.Una situazione ad alta tensione, resa pericolosa dal vuoto dellaquotidianità a cui sono costretti i detenuti del centro. RaccontaIervolino: “Di fatto, dalle 8 del mattino, fino a mezzanotte, questepersone non hanno nulla da fare. A differenza dei detenuti di un carcerenon sanno come occupare la giornata ed è normale che si verifichino poisituazioni di grossa tensione”.La delegazione radicale ha raccolto anche il racconto del maltrattamentodi un cittadino tunisino, Toujani Hanihem, ospite del centro che sarebbestato maltrattato dai poliziotti del centro. “Il 25enne”, spiegaIervolino, “ha dei problemi psichici e qualche giorno fa, verso l'ora dipranzo, ha cominciato ad andare in escandescenze, tentando la fuga. Unafuga più mentale che fisica però, ci hanno raccontato i suoi amici. Aquesto tentativo i poliziotti hanno reagito malmenando il giovane che ciha mostrato i segni dei maltrattamenti subiti”.I radicali hanno chiesto informazioni sull'accaduto al direttore dellaCroce Rossa che però ha detto di non saperne nulla.La struttura attualmente conta la presenza di 272 detenuti, di cui 128donne e 144 uomini, su una capienza di 364 posti di cui 306 sono quellieffettivi per via della chiusura di alcuni settori. “L’aspetto critico”,spiega l'onorevole Elisabetta Zamparutti, “è quello relativo all’organicodegli operatori della Croce Rossa che sono in tutto solo 45. Un numero checonsente una copertura di Toujani Hanihem persone nei turni diurni e 6 inquelli notturni. Ne servirebbero almeno 10 in più”.Anche questa carenza non aiuta ad allentare la tensione che,dall'approvazione del decreto sicurezza che porta a sei i mesi dipermanenza massima presso il centro, è senza dubbio in aumento. “Ilprolungamento” spiega Iervolino, “rappresenta per molti dei trattenuti unavera e propria tortura che li porta anche a compiere gesti estremi comel’autolesionismo. Molti dei trattenuti non sono infatti al corrente dellanuova normativa e la notizia di ulteriori proroghe li coglie di sorpresa”.Una situazione che porta i radicali a confermare e ribadire la propriaposizione nei confronti del decreto sicurezza: "Il prolungamento dei tempidi reclusione contribuisce certamente a degradare la dignità umana deitrattenuti ma non sembra aver minimamente risolto il problema dellaidentificazione, pre-condizione all’espulsione, che dipende dallacollaborazione delle rappresentanze dei paesi di provenienza e che nonrisulta risolta."


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