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Referendum, Radicali in "duran adam" al Viminale

  • Immagine del redattore: Radicali Roma
    Radicali Roma
  • 26 lug 2013
  • Tempo di lettura: 1 min

“Persone ferme, in piedi”, in turco “Duran adam”, una presenza nonviolenta, contro violazione dei diritti costituzionali.

Questa mattina una delegazione di Radicali italiani, ha denunciato i rischi per la raccolta firme a causa del fatto che “le Istituzioni non garantiscono un adeguato servizio pubblico di autenticazione delle firme dei cittadini, impedendo o limitando in molte città la raccolta delle 500 mila firme necessarie per i referendum“.

Tra le richieste avanzate al Ministero dell’interno quella di informare e sensibilizzare le centinaia di migliaia di funzionari e di amministratori locali del loro essere potenziali autenticatori, nonché l’informazione ai cittadini, attraverso i siti istituzionali dei Comuni e i telegiornali della Rai, della possibilità di firmare presso le segreterie comunali.

“Dopo 20 giorni senza una risposta, con molte città italiane dove ai cittadini è impedito di firmare in luoghi pubblici perché mancano autenticatori disponibili, chiediamo al Ministro dell’interno quali provvedimenti intende assumere e rimarremo in piazza del Viminale ad attendere la risposta, tenendo in mano i moduli e le penne che attendono gli autenticatori per raccogliere le firme secondo legge”.

 
 
 

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